martedì 22 febbraio 2011

limite 30 km/h? Lega, Pdl e Ui usano un metodo parascientifico

Ho letto l'ennesimo comunicato della lega che continua a errare nell'analizzare i dati sull'inquinamento atmosferico. La tendenza del pm10 nell'aria di Saronno è in discesa dal giorno dell'ordinanza, non siamo più la città con l'inquinamento più alto sull'asse del Sempione, ma abbiamo il livello di polveri sottili paragonabile alla città di Varese, una città di certo meno soggetta a traffico della nostra. Con responsabile prudenza posso dire che è troppo presto per tirare le somme sulla sperimentazione del limite dei 30 km/h e proprio per questo continuo a registrare i dati sull'inquinamento dell'aria, giorno per giorno, per poi poter dare un giudizio al termine dell'ordinanza sindacale, fissata per il 15 marzo.

Forse il consigliere Veronesi non lo sa ma per poter studiare i dati, prima è necessario raccoglierli! Come il “metodo scientifico” insegna: Osservazione e individuazione della problematica, ipotesi, previsione da verificare ed esperimento, risultati, interpretazioni ed infine conclusioni. Ecco, la Lega, il Pdl e Ui hanno già dato interpretazioni e conclusioni fermandosi al passaggio scientifico delle “ipotesi”. Saltando completamente la verifica e la raccolta dei risultati. Hanno creato il loro personale “metodo parascientifico”. Ho sentito dire da esponenti dell'opposizione: “se il pm10 diminuisce è merito della pioggia”. Faccio notare che tra dicembre e gennaio, mesi in cui l'inquinamento era in esponenziale aumento, abbiamo avuto ben 23 giorni di pioggia e non sono serviti. Vorrei anche svelare la realtà del grafico del rapporto velocità-emissioni, tanto sbandierato dalle opposizioni.

E' un grafico non contestualizzabile alla realtà cittadina e il trio Lega-Pdl-Ui lo sa molto bene, la città non è un rettilineo e la velocità costante non è raggiungibile. Quel grafico è l'unica cosa che supporta vagamente la loro raccolta firme, un paravento utile a celare la motivazione propagandistica della raccolta firme. Sto ancora aspettando che mi diano motivazioni valide e concrete per giustificare la loro contrarietà ad un provvedimento che porta solo vantaggi in termini di salute e sicurezza per i saronnesi. Aggiungo che sono davvero contento che questo argomento sia all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. Sarà l'occasione per un confronto e per una volta vorrei potermi confrontare con un'opposizione costruttiva e propositiva, nell'interesse dei cittadini e non dei propri partiti.

giovedì 17 febbraio 2011

Sfederalismo

Analizziamo la parola “federalismo”.

FEDERALISMO: processo di unificazione progressiva di Stati che erano sovrani verso un unico Stato gestore.

Visto? Praticamente il contrario di quello a cui punta la "Lega Nord per l’indipendenza della padanialand”.

Piuttosto è l’Unione Europea che sta creando un processo di federalismo tra gli stati europei che ne entrano a far parte.

E proprio il Carlo Cattaneo, tanto citato, parlava di creare gli “Stati Uniti d’Europa” non la “padania”, che neanche si può considerare una regione.

La fanta-politica ha stancato. Iniziamo a risolvere i problemi amministrativi delle nostre città, province, regioni e Stato. I risultati sarebbero molto più concreti e REALI.

PS- ma quante nuove belle tasse stanno per piombare sulle nostre teste per colpa dell'autonomismo degli enti locali, o come lo chiamano i leghisti con una bestemmia linguistica "federalismo municipale"? Preparate il bancomat, sono arrivati il gatto e la volpe dai fazzolettini verdi.

FORSE E' MEGLIO INIZIARE A CAPIRE CHE GLI SLOGAN E LA PROPAGANDA NON SERVONO ALLE NOSTRE CITTA' E ALL'ITALIA IN GENERALE

lunedì 14 febbraio 2011

Londra, Berlino e … Saronno

Cosa accomuna le città di Londra, Berlino e Saronno? Norme che abbassano il limite di velocità a 30 chilometri orari.
Dopo una sperimentazione ventennale Londra sta ampliando le zone dove vige il limite fino a coprire la totalità delle aree residenziali. I notevoli benefici del provvedimento sono stati pubblicati in un rapporto del 2009 della London Assembly: riduzione del 42% degli incidenti mortali, miglioramento dei flussi di traffico e riduzione delle emissioni. Gli effetti positivi sulla sicurezza e sulla qualità della vita all’interno delle 400 aree londinesi interessate sono stati riscontrati dai ricercatori del prestigioso British Medical Journal. Nonostante un iniziale scetticismo e aspre critiche, i risultati hanno convinto i londinesi a concedere il loro consenso.
In Germania già nei primi anni Novanta sono state create centinaia di zone 30 all’interno delle città. Non stupisce che la candidata alla poltrona di sindaco della città di Berlino, Renate Kuenast, data per favorita, si proponga di estendere il limite di velocità di 30 km/h all’intera area cittadina.
Iniziative simili si stanno moltiplicando in Europa, soprattutto in Germania e Gran Bretagna. Ma il primato di città modello spetta alla austriaca Graz, la prima ad introdurre nel 1992 il limite di velocità a 30 orari in tutta l’area urbana.
Grazie ad una guida più fluida con minor numero di frenate ed accelerazioni, si dimezzano gli incidenti mortali, il rumore diminuisce e le emissioni di polveri sottili si riducono: l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’istituzione di limiti di velocità a 30 km/h nelle città.
Le polveri sottili o PM10 sono una minaccia concreta per la salute dei cittadini. Secondo le più recenti stime dell’OMS infatti le polveri sottili sarebbero responsabili dello 0,5% dei decessi in un anno.
Il provvedimento del comune di Saronno che abbassa il limite di velocità a 30 km/h si inserisce quindi perfettamente in un contesto di gestione della mobilità delle moderne città europee nell’ottica della salvaguardia della salute dei propri concittadini.
Esiste forse qualcosa di più importante della nostra salute?

Giuseppe Reale e Stefano Sportelli
(& Anna) IdV Saronno

giovedì 3 febbraio 2011

Blocco del traffico, uniti contro l'inquinamento

Ho letto le recenti dichiarazioni di quella che chiamerei “Lega Nord per la sola propaganda elettorale”, posso ormai confermare che questo partito si è perso nel vortice della propria propaganda e non riesce ad apprezzare gli atti concreti di responsabilità del sindaco Porro che vuole salvaguardare la salute dei cittadini saronnesi, soprattutto i bambini, applicando provvedimenti che vanno nella direzione del diminuire l'inquinamento atmosferico, ormai cronico nella nostra zona.

Chiedono che l'amministrazione si adoperi per dialogare con le realtà locali circostanti per realizzare provvedimenti su più ampia scala, tralasciando che è curioso che sia un Sindaco a dover coalizzare le città della regione quando dovrebbe essere invece proprio quest'ultima a farlo, se avessero letto con attenzione le parole del Sindaco Porro saprebbero che già gli incontri tra sindaci sono in corso.

Per quanto riguarda le ordinanze comunali, queste servono anche a cercare di spronare la Regione (al momento governata da Pdl e Lega) a prendere decisioni riguardo l'esponenziale aumento del PM10 sul nostro territorio, ma che invece risulta inspiegabilmente indifferente o forse semplicemente immobilizzata dalla paura delle probabili ed imminenti elezioni politiche, .

Dico ai colleghi della Lega di accantonare critiche di facciata che risultano essere fine a se stesse, per invitarli piuttosto a presentare formale protesta nei confronti del loro partito a livello regionale colpevole di non avanzare iniziative per la salvaguardia della salute dei lombardi e quindi dei saronnesi, così da seguire la linea anti-inquinamento intrapresa da Saronno come anche dal Comune di Milano (o forse pensano che anche Milano stia facendo propaganda?).

Secondo le dichiarazioni della Lega si intuisce che sono contro un blocco del traffico nel solo centro città perché danneggia le periferie, ma che piuttosto troverebbero più coerente un blocco del traffico totale sul territorio saronnese.

Dichiarazione da classificare come l'ennesima esternazione pubblicitaria, che conferma che la Lega sta vivendo un momento di immobilismo a livello regionale e di critica convulsa a livello locale e non si capisce come mai cerchino di farsi passare per attenti alla salute dei cittadini in periferia di Saronno, se poi a livello regionale la Lega Nord non muove un dito per salvaguardare la salute di tutti i saronnesi e dei lombardi.

Si chiedono come mai è stato bloccato il traffico nel solo centro città. La spiegazione è semplice: Visto che la Regione non ha voluto emanare un provvedimento che coinvolga tutte le città del territorio regionale, è stato necessario da parte del Comune permettere la circolazione delle auto fino alle zone ove presenti grandi aree di parcheggio, questo per non creare disparità per le attività commerciali saronnesi rispetto a quelle delle altre città confinanti.

Piuttosto che fare slogan fantasiosi su secessioni, discriminazioni culturali e forzare federalismi posticci dovrebbero iniziare a realizzare atti concreti per i propri cittadini in Regione, dove al momento si trovano in maggioranza. Il sospetto è che se smettessero di fare semplice propaganda elettorale, la gente vedrebbe con ancor più chiarezza l'immobilismo e la mancanza di responsabilità dei partiti di centro-destra.

giovedì 27 gennaio 2011

UNITI NELLE DIVERSITA’, niente federalismi e secessioni

Partiamo dal famoso motto popolare “L’unione fa la forza”, queste parole hanno le loro radici nell’esperienza che la Storia ci ha tramandato. L’Italia unita è un dono e purtroppo oggi è un dono che stiamo sprecando.

Qualcuno pensa, per fortuna pochi, che è giusto isolare le zone del Paese dove le cose non funzionano o dove si produce meno. Ma il separarsi istituzionalmente ha sempre portato all’indebolimento di una nazione, classificando l’idea del secessionismo in un atto di incapacità e vigliaccheria di ogni singolo politico che ne diffonde il pensiero.

Piuttosto, una politica forte è quella che i problemi li affronta direttamente e che soprattutto sa risolverli. Perché se alcune regioni sono mal governate si deve trovare il modo per far funzionare la pubblica amministrazione e non applicare la silenziosa indifferenza.

Immaginate la vostra città. Considerereste l’idea che il quartiere periferico in cui vivete venga diviso dal centro cittadino a causa di politici che predicano “Il centro produce con le sue attività commerciali, la periferia è dispendiosa e inutile”? Non credo. Tutto in un Paese ha il suo ruolo e la sua funzione, il centro cittadino frutta alle casse pubbliche più soldi della zona industriale e la periferia frutta ancora meno economicamente, per non parlare della zona agricola. E’ del tutto normale che ci siano zone economicamente più convenienti e zone meno redditizie, l’importante è distribuire le risorse economiche tenendo come punto di riferimento il numero degli abitanti e nessun’altra cosa.

L’Italia è un territorio che possiede tutto quello che una nazione può necessitare. Disgregare uno Stato di così “piccole” dimensioni non farà altro che renderci deboli verso il resto del Mondo che lotta invece per unirsi.

L’Unione Europea è già uno stato federato e l’Italia è uno dei componenti di quelli che chiamerei gli “Stati Uniti D’Europa”.

Come il motto dell’Unione Europea dice “uniti nelle diversità”.

venerdì 14 gennaio 2011

La vera politica è questa

Non sono mai stato moralista, non è nelle mie corde, ma a tutto c'è un limite.
Non possiamo più permetterci di perdere credibilità agli occhi del Mondo per colpa di quel singolo individuo.

Possiamo trovare altre centinaia di uomini e donne di cui poter andare fieri, di qualsiasi fazione politica.

E' ora di fare un salto di qualità come Paese.

I politici devono rassegnarsi a lavorare insieme, sinistra e destra, per il bene delle proprie città e dell'Italia.

Le riforme DEVONO essere elaborate con il lavoro di tutte le forze politiche, ad un tavolo comune.

La Costituzione naque così.

lunedì 3 gennaio 2011

I LUPI SI TRAVESTONO DA AGNELLI

In questi giorni sta girando in TV lo spot televisivo del "forum nucleare", che ci sprona a combattere e vincere una partita a scacchi con noi stessi per prendere una posizione sulla faccenda (spot: http://www.youtube.com/watch?v=R29l7GkBl64).

Prima di addentrarci all'interno delle questioni sollevate, cerchiamo di definire il terreno di gioco. Questa campagna pubblicitaria è costata nel suo complesso circa sei milioni di euro (Sole24Ore). Secondo voi sono stati spesi a fondo perduto, solo per sensibilizzare le nostre coscienze spaesate a porci delle domande, oppure sono stati spesi per cercare di indirizzare il nostro giudizio in una certa direzione? Anche la chiesa cattolica pubblicizza il suo Otto per Mille, ovviamente per avere la nostra sottoscrizione. Ed è ragionevole, anzi è scontato, pensare che il gioco valga la candela e cioè che il costo dello spot provochi un probabile "rientro" in termini economici e non una perdita.

Allora, poiché non stiamo parlando di bruscolini, ma di milioni di euro, cominciamo a familiarizzare con il concetto che lo spot vuole spronarci a propendere per il nucleare, non vuole promuovere una discussione fine a se stessa. La formula dubitativa serve solamente a superare la barriera di chi intellettualmente si opporrebbe ad una pubblicità di mera propaganda, agisce da "cavallo di troia" facendoci credere che la questione è stata posta in termini corretti e non faziosi, su regole chiare come quelle degli scacchi, senza inganno. Per farla breve: i lupi si travestono da agnelli. Vediamo chi sono questi "lupi".

Il Forum Nucleare è un'associazione no-profit, tra i cui soci figurano Edf (Électricité de France, compagnia francese fornitrice di energia elettrica, impegnata fortemente nel nucleare), Enel (La nostra principale fornitrice di energia elettrica), Gdf (Gaz de France, società francese che opera nell'energia), Suez (società francese che opera nell'energia), Techint (società che si occupa di impianti), Terna (società responsabile della trasmissione dell'energia elettrica in Italia) e Westinghouse (compagnia elettrica). Non penso che occorra specificare altro, sono tutte società che potrebbero avere interessi e trarre profitto dall'affare nucleare. La forte presenza francese è dovuta al fatto che le tecnologie che dovremmo utilizzare per le nostre centrali sono francesi.

Sorvoliamo sugli accorgimenti di comunicazione che sono stati utilizzati nello spot (il "pro" nucleare gioca con le pedine bianche, ha una voce suadente, usa il cavallo due volte su tre, il "contro" gioca con i neri, ha una voce più cupa, usa solo l'alfiere nero e se guardate il fermo immagine è più brutto della fotocopia, ha una gobbetta sul naso, ha la luce di spalle quindi il viso inombrato etc…) e passiamo alle questioni poste all'interno.

Il nero muove prima, per cui il bianco gioca di rimessa, di risposta:

Nero: "Sono contrario all'energia nucleare, perché mi preoccupo per i miei figli".

Affermazione totalmente generica che non specifica la causa della preoccupazione, sembra soltanto una posizione assunta per partito preso, senza valutazione

Bianco: "Io sono favorevole, perché tra 50 anni non potranno contare solo sui combustibili fossili".

Verissimo, ma non si fa alcun accenno alle energie rinnovabili che sono il futuro, sono l'avanguardia della ricerca, e si fa passare il messaggio che le centrali funzionino con lo spirito santo, mentre hanno bisogno di uranio che non è assolutamente abbondante in natura ed il suo prezzo è in continua ascesa. Non solo, le centrali nucleari hanno bisogno di tanta acqua, una preziosa risorsa, fondamentale per la vita che diventerà ancora più preziosa nei prossimi anni.

Nero: "Ci sono dei dubbi sulle centrali"

Ancora una frase che non significa nulla di concreto. Ci sono dei dubbi, magari sulla sicurezza? La risposta è NO, lo dice subito dopo.

Bianco: "Ma non ce ne sono sulla sicurezza"

Anche sorvolando totalmente sul problema della sicurezza del suo funzionamento, il problema dello stoccaggio delle scorie radioattive non è stato assolutamente risolto. Non esiste un posto al mondo che si può considerare sicuro per il tempo necessario.

Nero: "Il nucleare è una mossa azzardata per il paese"

Bianco: "O forse è una grande mossa"

Le ultime due frasi non significano nulla quindi è inutile commentarle.

Pensiamo che per tagliare la testa al toro si deve affermare ancora e con forza che il nucleare, semplicemente, non conviene. Economicamente parlando non conviene. Costruire una centrale ha un costo elevato ma smantellarla ha un costo proibitivo. Conviene ai costruttori e ai gestori se lo stato interviene con soldi propri per coprire alcune scomode voci di spesa, ecco come sta la faccenda. Il costo dell'elettricità è maggiore, lo dicono molti rapporti del MIT che ritengono più conveniente il gas o le fonti rinnovabili. Quindi, di che cosa stiamo parlando?

Tutto questo, naturalmente, al netto degli effetti devastanti che le radiazioni hanno sulle persone, un pesante argomento che non ho minimamente sfiorato e che avrebbe bisogno di un capitolo a parte.

Anche la confindustria sembra dubbiosa, il vicepresidente per l'innovazione e la ricerca è il primo firmatario dell'appello al governo "invece del nucleare", sottoscritto da 740 imprenditori/manager (per ora) dove si afferma che il nucleare avvantaggerebbe solo poche imprese e che sarebbe lo stato, con soldi nostri, al solito, a cofinanziarlo.

Chiudiamo facendo una doverosa considerazione: con la capacità che abbiamo nell'effettuare controlli sullo smaltimento dei rifiuti, con la nostra abitudine a costruire con il finto-cemento mischiato a sabbia, con la corruzione che abbiamo nelle istituzioni, con gli sversamenti selvaggi avvenuti in Campania, con le navi radioattive affondate nei mari della Calabria, con la criminalità organizzata che mette le mani anche nel business dei campi eolici, siamo davvero sicuri, adesso, di essere in grado di gestire l'uranio radioattivo, le scorie radioattive e tutte quelle complesse problematiche che ruotano attorno ad esso? Abbiamo già avvelenato la Campania, quante persone dovranno ancora rimetterci la pelle? Mettiamoci anche questo nei Business Plan.

L'alternativa c'è. L'energia nucleare non ce l'ha ordinata il dottore, è solo Business.