giovedì 3 febbraio 2011

Blocco del traffico, uniti contro l'inquinamento

Ho letto le recenti dichiarazioni di quella che chiamerei “Lega Nord per la sola propaganda elettorale”, posso ormai confermare che questo partito si è perso nel vortice della propria propaganda e non riesce ad apprezzare gli atti concreti di responsabilità del sindaco Porro che vuole salvaguardare la salute dei cittadini saronnesi, soprattutto i bambini, applicando provvedimenti che vanno nella direzione del diminuire l'inquinamento atmosferico, ormai cronico nella nostra zona.

Chiedono che l'amministrazione si adoperi per dialogare con le realtà locali circostanti per realizzare provvedimenti su più ampia scala, tralasciando che è curioso che sia un Sindaco a dover coalizzare le città della regione quando dovrebbe essere invece proprio quest'ultima a farlo, se avessero letto con attenzione le parole del Sindaco Porro saprebbero che già gli incontri tra sindaci sono in corso.

Per quanto riguarda le ordinanze comunali, queste servono anche a cercare di spronare la Regione (al momento governata da Pdl e Lega) a prendere decisioni riguardo l'esponenziale aumento del PM10 sul nostro territorio, ma che invece risulta inspiegabilmente indifferente o forse semplicemente immobilizzata dalla paura delle probabili ed imminenti elezioni politiche, .

Dico ai colleghi della Lega di accantonare critiche di facciata che risultano essere fine a se stesse, per invitarli piuttosto a presentare formale protesta nei confronti del loro partito a livello regionale colpevole di non avanzare iniziative per la salvaguardia della salute dei lombardi e quindi dei saronnesi, così da seguire la linea anti-inquinamento intrapresa da Saronno come anche dal Comune di Milano (o forse pensano che anche Milano stia facendo propaganda?).

Secondo le dichiarazioni della Lega si intuisce che sono contro un blocco del traffico nel solo centro città perché danneggia le periferie, ma che piuttosto troverebbero più coerente un blocco del traffico totale sul territorio saronnese.

Dichiarazione da classificare come l'ennesima esternazione pubblicitaria, che conferma che la Lega sta vivendo un momento di immobilismo a livello regionale e di critica convulsa a livello locale e non si capisce come mai cerchino di farsi passare per attenti alla salute dei cittadini in periferia di Saronno, se poi a livello regionale la Lega Nord non muove un dito per salvaguardare la salute di tutti i saronnesi e dei lombardi.

Si chiedono come mai è stato bloccato il traffico nel solo centro città. La spiegazione è semplice: Visto che la Regione non ha voluto emanare un provvedimento che coinvolga tutte le città del territorio regionale, è stato necessario da parte del Comune permettere la circolazione delle auto fino alle zone ove presenti grandi aree di parcheggio, questo per non creare disparità per le attività commerciali saronnesi rispetto a quelle delle altre città confinanti.

Piuttosto che fare slogan fantasiosi su secessioni, discriminazioni culturali e forzare federalismi posticci dovrebbero iniziare a realizzare atti concreti per i propri cittadini in Regione, dove al momento si trovano in maggioranza. Il sospetto è che se smettessero di fare semplice propaganda elettorale, la gente vedrebbe con ancor più chiarezza l'immobilismo e la mancanza di responsabilità dei partiti di centro-destra.

giovedì 27 gennaio 2011

UNITI NELLE DIVERSITA’, niente federalismi e secessioni

Partiamo dal famoso motto popolare “L’unione fa la forza”, queste parole hanno le loro radici nell’esperienza che la Storia ci ha tramandato. L’Italia unita è un dono e purtroppo oggi è un dono che stiamo sprecando.

Qualcuno pensa, per fortuna pochi, che è giusto isolare le zone del Paese dove le cose non funzionano o dove si produce meno. Ma il separarsi istituzionalmente ha sempre portato all’indebolimento di una nazione, classificando l’idea del secessionismo in un atto di incapacità e vigliaccheria di ogni singolo politico che ne diffonde il pensiero.

Piuttosto, una politica forte è quella che i problemi li affronta direttamente e che soprattutto sa risolverli. Perché se alcune regioni sono mal governate si deve trovare il modo per far funzionare la pubblica amministrazione e non applicare la silenziosa indifferenza.

Immaginate la vostra città. Considerereste l’idea che il quartiere periferico in cui vivete venga diviso dal centro cittadino a causa di politici che predicano “Il centro produce con le sue attività commerciali, la periferia è dispendiosa e inutile”? Non credo. Tutto in un Paese ha il suo ruolo e la sua funzione, il centro cittadino frutta alle casse pubbliche più soldi della zona industriale e la periferia frutta ancora meno economicamente, per non parlare della zona agricola. E’ del tutto normale che ci siano zone economicamente più convenienti e zone meno redditizie, l’importante è distribuire le risorse economiche tenendo come punto di riferimento il numero degli abitanti e nessun’altra cosa.

L’Italia è un territorio che possiede tutto quello che una nazione può necessitare. Disgregare uno Stato di così “piccole” dimensioni non farà altro che renderci deboli verso il resto del Mondo che lotta invece per unirsi.

L’Unione Europea è già uno stato federato e l’Italia è uno dei componenti di quelli che chiamerei gli “Stati Uniti D’Europa”.

Come il motto dell’Unione Europea dice “uniti nelle diversità”.

venerdì 14 gennaio 2011

La vera politica è questa

Non sono mai stato moralista, non è nelle mie corde, ma a tutto c'è un limite.
Non possiamo più permetterci di perdere credibilità agli occhi del Mondo per colpa di quel singolo individuo.

Possiamo trovare altre centinaia di uomini e donne di cui poter andare fieri, di qualsiasi fazione politica.

E' ora di fare un salto di qualità come Paese.

I politici devono rassegnarsi a lavorare insieme, sinistra e destra, per il bene delle proprie città e dell'Italia.

Le riforme DEVONO essere elaborate con il lavoro di tutte le forze politiche, ad un tavolo comune.

La Costituzione naque così.

lunedì 3 gennaio 2011

I LUPI SI TRAVESTONO DA AGNELLI

In questi giorni sta girando in TV lo spot televisivo del "forum nucleare", che ci sprona a combattere e vincere una partita a scacchi con noi stessi per prendere una posizione sulla faccenda (spot: http://www.youtube.com/watch?v=R29l7GkBl64).

Prima di addentrarci all'interno delle questioni sollevate, cerchiamo di definire il terreno di gioco. Questa campagna pubblicitaria è costata nel suo complesso circa sei milioni di euro (Sole24Ore). Secondo voi sono stati spesi a fondo perduto, solo per sensibilizzare le nostre coscienze spaesate a porci delle domande, oppure sono stati spesi per cercare di indirizzare il nostro giudizio in una certa direzione? Anche la chiesa cattolica pubblicizza il suo Otto per Mille, ovviamente per avere la nostra sottoscrizione. Ed è ragionevole, anzi è scontato, pensare che il gioco valga la candela e cioè che il costo dello spot provochi un probabile "rientro" in termini economici e non una perdita.

Allora, poiché non stiamo parlando di bruscolini, ma di milioni di euro, cominciamo a familiarizzare con il concetto che lo spot vuole spronarci a propendere per il nucleare, non vuole promuovere una discussione fine a se stessa. La formula dubitativa serve solamente a superare la barriera di chi intellettualmente si opporrebbe ad una pubblicità di mera propaganda, agisce da "cavallo di troia" facendoci credere che la questione è stata posta in termini corretti e non faziosi, su regole chiare come quelle degli scacchi, senza inganno. Per farla breve: i lupi si travestono da agnelli. Vediamo chi sono questi "lupi".

Il Forum Nucleare è un'associazione no-profit, tra i cui soci figurano Edf (Électricité de France, compagnia francese fornitrice di energia elettrica, impegnata fortemente nel nucleare), Enel (La nostra principale fornitrice di energia elettrica), Gdf (Gaz de France, società francese che opera nell'energia), Suez (società francese che opera nell'energia), Techint (società che si occupa di impianti), Terna (società responsabile della trasmissione dell'energia elettrica in Italia) e Westinghouse (compagnia elettrica). Non penso che occorra specificare altro, sono tutte società che potrebbero avere interessi e trarre profitto dall'affare nucleare. La forte presenza francese è dovuta al fatto che le tecnologie che dovremmo utilizzare per le nostre centrali sono francesi.

Sorvoliamo sugli accorgimenti di comunicazione che sono stati utilizzati nello spot (il "pro" nucleare gioca con le pedine bianche, ha una voce suadente, usa il cavallo due volte su tre, il "contro" gioca con i neri, ha una voce più cupa, usa solo l'alfiere nero e se guardate il fermo immagine è più brutto della fotocopia, ha una gobbetta sul naso, ha la luce di spalle quindi il viso inombrato etc…) e passiamo alle questioni poste all'interno.

Il nero muove prima, per cui il bianco gioca di rimessa, di risposta:

Nero: "Sono contrario all'energia nucleare, perché mi preoccupo per i miei figli".

Affermazione totalmente generica che non specifica la causa della preoccupazione, sembra soltanto una posizione assunta per partito preso, senza valutazione

Bianco: "Io sono favorevole, perché tra 50 anni non potranno contare solo sui combustibili fossili".

Verissimo, ma non si fa alcun accenno alle energie rinnovabili che sono il futuro, sono l'avanguardia della ricerca, e si fa passare il messaggio che le centrali funzionino con lo spirito santo, mentre hanno bisogno di uranio che non è assolutamente abbondante in natura ed il suo prezzo è in continua ascesa. Non solo, le centrali nucleari hanno bisogno di tanta acqua, una preziosa risorsa, fondamentale per la vita che diventerà ancora più preziosa nei prossimi anni.

Nero: "Ci sono dei dubbi sulle centrali"

Ancora una frase che non significa nulla di concreto. Ci sono dei dubbi, magari sulla sicurezza? La risposta è NO, lo dice subito dopo.

Bianco: "Ma non ce ne sono sulla sicurezza"

Anche sorvolando totalmente sul problema della sicurezza del suo funzionamento, il problema dello stoccaggio delle scorie radioattive non è stato assolutamente risolto. Non esiste un posto al mondo che si può considerare sicuro per il tempo necessario.

Nero: "Il nucleare è una mossa azzardata per il paese"

Bianco: "O forse è una grande mossa"

Le ultime due frasi non significano nulla quindi è inutile commentarle.

Pensiamo che per tagliare la testa al toro si deve affermare ancora e con forza che il nucleare, semplicemente, non conviene. Economicamente parlando non conviene. Costruire una centrale ha un costo elevato ma smantellarla ha un costo proibitivo. Conviene ai costruttori e ai gestori se lo stato interviene con soldi propri per coprire alcune scomode voci di spesa, ecco come sta la faccenda. Il costo dell'elettricità è maggiore, lo dicono molti rapporti del MIT che ritengono più conveniente il gas o le fonti rinnovabili. Quindi, di che cosa stiamo parlando?

Tutto questo, naturalmente, al netto degli effetti devastanti che le radiazioni hanno sulle persone, un pesante argomento che non ho minimamente sfiorato e che avrebbe bisogno di un capitolo a parte.

Anche la confindustria sembra dubbiosa, il vicepresidente per l'innovazione e la ricerca è il primo firmatario dell'appello al governo "invece del nucleare", sottoscritto da 740 imprenditori/manager (per ora) dove si afferma che il nucleare avvantaggerebbe solo poche imprese e che sarebbe lo stato, con soldi nostri, al solito, a cofinanziarlo.

Chiudiamo facendo una doverosa considerazione: con la capacità che abbiamo nell'effettuare controlli sullo smaltimento dei rifiuti, con la nostra abitudine a costruire con il finto-cemento mischiato a sabbia, con la corruzione che abbiamo nelle istituzioni, con gli sversamenti selvaggi avvenuti in Campania, con le navi radioattive affondate nei mari della Calabria, con la criminalità organizzata che mette le mani anche nel business dei campi eolici, siamo davvero sicuri, adesso, di essere in grado di gestire l'uranio radioattivo, le scorie radioattive e tutte quelle complesse problematiche che ruotano attorno ad esso? Abbiamo già avvelenato la Campania, quante persone dovranno ancora rimetterci la pelle? Mettiamoci anche questo nei Business Plan.

L'alternativa c'è. L'energia nucleare non ce l'ha ordinata il dottore, è solo Business.

giovedì 30 dicembre 2010

i cittadini possono essere “gli occhi” dell'amministrazione sul territorio

L'amministrazione comunale, tramite l'ufficio tecnico “servizio strade”, sta garantendo interventi rapidi sulle strade per la riparazioni delle buche segnalate dai cittadini.

Le buche, che purtroppo tendono a formarsi sulle strade, a causa della scarsa manutenzione degli scorsi anni, del gelo e dell'effetto del sale usato come fondente stradale, vengono prontamente coperte dagli operatori comunali.

Ne sono la prova gli interventi tempestivi su due recenti segnalazioni per una buca in via Miola ang. Via Roma e per una lunga buca, seppur profonda solo 2 centimetri, di via Manzoni.

Le segnalazioni prese ad esempio sono state presentate via e-mail all'indirizzo: strade@comune.saronno.va.it, nel pomeriggio del 27 dicembre e la riparazione della sede stradale è stata effettuata in data 28 dicembre.

Questi esempi sono utili per avvalorare l'idea che i cittadini possono essere “gli occhi” dell'amministrazione sul territorio e che le loro segnalazioni servono per permettere un intervento mirato ed efficace.

La conferma che l'ufficio tecnico del Comune stia ben operando è sotto gli occhi di tutti e si può anche riscontrare nella differenza evidente tra le strade saronnesi e quelle dei paesi limitrofi e del milanese in generale.

Noi dell'Italia dei Valori continueremo ad insistere sul fatto che i cittadini svolgono un ruolo determinante nella manutenzione e nella pulizia del territorio cittadino, ogni segnalazione è un passo in più per risolvere i problemi che si riscontrano quotidianamente e per dare delle nostra città un’immagine più gradevole.

Ricordiamo che è possibile inviare le segnalazioni all’indirizzo comunale strade@comune.saronno.va.it oppure telefonando al no. 02 967 10 223


Stefano Sportelli
Consigliere comunale - Italia dei Valori Saronno

giovedì 23 dicembre 2010

AUGURI DI BUONE FESTE

Buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie, con l'augurio di vivere serenamente ogni momento di questa splendida festa che riaccende il desiderio di condividere e donare.
Che possa donare a tutti coraggio e speranza per un futuro migliore e per poterlo guardare con serenità.
Vorrei dire a tutti i Saronnesi, a tutti coloro che vivono a Saronno da sempre, ai nuovi arrivati da paesi vicini e lontani: cerchiamo di stringerci attorno alle sensazioni che ci regalano queste feste, diamoci calore e forza tra noi per impegnarci insieme a difendere la democrazia ed i valori più profondi del nostro paese.
Condividiamo la felicità di questi giorni con le persone che ci circondano.

Stefano Sportelli


mercoledì 22 dicembre 2010

UN'ALTRA RIDUZIONE DI CONTRIBUTI DELLO STATO AL COMUNE DI SARONNO!



La legge finanziaria aveva predetto la riduzione dei contributi ordinari agli enti locali da parte dello Stato e puntualmente sono arrivati (art. 14 comma 2 decreto legge 78/2010).

Le cifre sono impietose e le conseguenze saranno in ogni caso pesanti per i conti comunali.
Saronno riceverà dallo Stato 951.575 euro in meno nel solo 2011. Una mannaia sulle entrate del nostro comune che rischia di ricadere su noi cittadini saronnesi.
Anche altri enti locali virtuosi del comprensorio saronnese subiranno tagli più lievi ma proporzionati ai loro abitanti: Caronno Pertusella subirà tagli per circa 316.410 euro, Uboldo 216.156 euro in meno e il nostro capoluogo di provincia non potrà contare su ben 2.371.964 euro per il prossimo anno.
Un bel "regalo" di Natale per Saronno ed i suoi cittadini da parte dell'attuale Governo Berlusconi e da Tremonti.
Per far quadrare i conti, l'amministrazione dovrà andare oltre la semplice gestione oculata del bilancio, mantenere i conti in ordine e il contenimento delle spese correnti.
Saronno dovrà continuare così a camminare sul filo di un rasoio, da una parte la riduzione dei trasferimenti dallo Stato e dall'altro il rispetto del Patto di Stabilità.
Le proteste degli enti locali del varesotto vanno avanti ormai da mesi, per cercare di tutelare i servizi indispensabili per i propri cittadini, ma il Governo Berlusconi continua a mostrarsi sordo e soprattutto muto nei confronti dei Comuni e degli italiani.
L'accusa che rivolgo all'attuale Governo nazionale è quella di penalizzare i comuni virtuosi che stanno dimostrando con i fatti di saper gestire il denare pubblico.
Il Governo si sta dimostrando ancora una volta inappropriato alla soluzione dei problemi economici del paese e degli enti locali.
Dopo l'abolizione dell'ICI, questi tagli economici sempre più stringenti e la continua limitazione dell'autonomia fiscale dei comuni abbiamo dimostrazione che il federalismo fiscale è l'ennesima fantasia di cui abusano i politici di destra per ottenere voti facili dal nord italia ma che nella pratica non intendono e non sanno realizzare.
C'è ancora qualche dubbio sul fatto che le nostre città e l'Italia abbiano bisogno della responsabilità di governo del centro-sinistra?

Stefano Sportelli
consigliere comunale - Italia dei Valori Saronno